TEMPO

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TEMPO

Attraverso
il diaframma
della memoria
mi fermo,
sorrido
e guardo com’è vicino
quel tempo
quando ancora lo stupore
accendeva gli occhi,
quando correre
e saltare e ridere …
era lavoro serio,
scrupoloso
e niente ancora
era certo

e la bambola, rotta,
c’era chi la riparava

e chi sapeva sempre tutto
e dava risposte
a me che chiedevo,
a me che cercavo
e il tempo non passava mai!

Lontana quella primavera,
lontani quei fiori,
passati quei giorni,
eppure ancora il profumo
è nell’aria.

Tutto,
fotografia sbiadita
d’un cammino,
lontani tracciati di tempo
e di spazio
la lente del ricordo svela
ed ogni minuto
ingrandisce e avvicina
e ferma,
almeno un po’
lo scorrere delle ore.
E ancora s’aspetta
e si sogna.

C’è tempo.

Copyright © Poesilandia

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Ricordo i nostri sogni

♡ ♡ ♡

    Ricordo i nostri sogni

Ho voglia di bussare alla porta del cielo
per dirti che mi manca il tuo sorriso.

La tua voce.
Il tuo sguardo pulito.
La voglia di allegria.

Le cose bisbigliate, gridate, con la voce del cuore.
Mi mancano quei giorni fatti di tenerezze.

Le lunghe chiacchierate.
Le risate ricolme di un presente vissuto.
Assaporato.

Ricordo i nostri sogni.
La gran voglia di dare …
e di fare
per un mondo migliore.

Profumava di buono la tua vita.
Ed ancora mi avvolge e mi sorregge la fragranza di te.

Ho voglia di bussare alla porta del cielo.
Ho voglia di incontrarti.

Basterebbe un istante.
Un battito di ciglia.
Un sussurro.

Nel pugno chiuso conservo una carezza.
Che ci vuole?
Mi basta l’illusione.

11 luglio

Copyright © Poesilandia

Viale del tramonto

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Ho chiesto alla mia anima di uscire allo scoperto
perché vedevo foglie cadere e le sentivo mie
e lei l’ha fatto, aiutandomi con una domanda:
non ti sei accorto che hai l’autunno nel cuore?

Ho ripensato allora a chi è sul viale del tramonto
e la gente gli volge le spalle perché “non serve più”:
su quella stessa strada mi sono trovato, ma per scelta,
col cuore finalmente felice nell’autunno imbrunito.

Ho visto le foglie che sentivi tue come le persone che nessuno vuole più e quel immedesimarsi quasi a volerle proteggere.

Avere l’autunno nel cuore per dispensare colore e calore a chi è sul viale del tramonto ?

Un mondo di sogni …

Un mondo di sogni …
… dove il cielo è pieno di stelle
e la luna gioiosa
danza al passo dei fiori
che crescono sotto la neve.
In questo mondo di affetto,
di serenità
voglio piantare la mia tenda
e restare.
In questo mondo di sogni,
depongo le mie ali
che non sanno più volare,
ed aspetterò che per me
… ritorni la vita.
Copyright © Poesilandia

1- CANDELE

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CANDELE

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde, e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

Nota; CANDELE – KOSTANTINOS KAVAFIS

Candela come metafora del giorno: accesa per indicare il futuro, spenta per il passato ed una sfumatura di grigio con quelle che “danno fumo ancora”.
E quale contrasto nelle due opposte descrizioni che ne fa Kostantinos; quelle del futuro sono calde e dorate, quelle del passato fredde e storte. Turba questa sua constatazione, anche se dovremmo esserne rallegrati: in fondo sembra che l’autore guardi al suo futuro con speranza (E guardo avanti le candele accese e nel contrasto tra i versi …i giorni del passato,/ penosa riga di candele spente).
Io invece ho la percezione di un rimpianto per il suo passato sia per leggerne nei versi la memoria m’accora del loro antico lume, sia nella stesura della poesia. Sono strofe che descrivono impressioni, chiuse in loro stesse: ognuna di queste, letta di seguito al titolo, è di per sé una poesia. Provate. E’ una costruzione che genera tristezza.